GIUDIZIO CRITICO
''L'opera di Marco Bozzini si distingue per invenzione coloristica e decisione del segno''.
Prof. Franco Migliaccio, critico, storico dell' Arte e docente all' Accademia di Belle Arti di Brescia.

''Nella pittura di Marco Bozzini arte figurativa e non figurativa si sfiorano e si confondono, aprendo un varco all'intelligenza delle cose. E la rappresentazione della natura si muta in astratto trattamento della materia che rivela le chiare forme che si nascondono sotto ciò che è apparentemente informe.''

"La vibrante sensibilità di Bozzini, che sembrerebbe tutta passione e struggimento, si rivela in realtà come uno strumento di superiore facoltà intelettuali, nella titanica lotta della materia che tenta di trattenere, comprendere, raccontare, fissare sulla tela - come luce e colore - l'attimo che fugge"

" è piaciuta la danza della natura che scorre dei quadri di Marco Bozzini (perché, come insegnava Eraclito: "tutto scorre" ), una sorta di poesia sospesa, allusiva, feconda e ineffabile"
Virgilio Patarini, critico, artista e gallerista.


Ciò che colpisce di questo artista è l'uso dei colori caldi in ogni quadro, gli arancioni e i gialli soprattutto, sembrano emanare della luce del sole e contribuiscono a rendere ancora più vivo il senso di movimento presente in tutte le rappresentazioni. Il tratto è delicato, ma incisivo, comunque sempre in profonda armonia con la stesura cromatica. I ritratti femminili sono pieni di grazia e nelle composizioni che li ospitano, diventano il centro propulsivo di tutto il movimento del quadro, che ruota attorno alla figura, attraverso la magia dei colori accesi che ama usare Bozzini.
I temi floreali e le nature morte a volte ritraggono oggetti che si adagiano nello spazio, avvolti quasi da un turbine di colori. Sembrano emergere dal fondo cercando di appropiarsi dello spazio circostante. Vi sono inoltre alcune tele di carattere astratto-informale molto interessanti che, nonostante si discostino dei temi prediletti da Bozzini, rimangono legate profondamente alla tematica prevalente dell'artista che è la carica espressiva densa di energia del colore.
Dott.sa Valentina Bolchini, critico e storico dell'Arte


“Il lavoro di Bozzini nasce da lente e pensate sovrapposizioni di colore. Non c’è un’idea primigenia che muove l’artista. L’opera si fa attraverso successivi passaggi, con stesure che diventano meccanismi rituali grazie ai quali pian piano prendono corpo i colori che si sedimentano sulla tela fino a cogliere il senso dell’armonia generale con evidente funzione antiansiogena. In questa chiave, davvero l’opera d’arte assume una dimensione diversa, fino a rappresentare un momento catartico di liberazione per chi la realizza ma anche per chi la osserva con animo aperto e disponibile”.
Dott. Ugo Perugini, Critico giornalista
Da “Arte: medicina spirituale” - OK Arte magazine, marzo 2010.


Splendido esempio di pittura classica, intesa come arte delle emozioni e del romanticismo, tra umano e divino. Nell’ esplorazione cromatica e luministica dell’ autore si coglie lo stupore al cospetto dei fenomeni naturali, che assurgono, come nella grande pittura ottocentesca, a simbolo divino e spirituale. Marco Bozzini “turnereggia” con stile e personalità e nel vapore di luce e colore del suo dipinto si coglie tutta la poesia della natura. Il senso del sublime, della assoluta potenza dei fenomeni naturali diventa qui immagine dello spirito uomo, di quell’ irresistibile impulso emotivo dettato dal cuore e dalla mente. Raffinato, colto, dalla tavolozza sensuale e vibrante.
Dott. Guido Folco, Editore – Direttore “italia Arte”
Dal catalogo della mostra “Internazionale Italia Arte”

Il suo lavoro sembra aver udito la divina affermazione: “Fiat lux” ed interpretare nelle sconfinate campiture pittoriche la memoria della grande luce che illumina il giorno e le miriadi di stelle che brillano nel firmamento. La sua passione ha le dita sottili e penetranti della luce che tutto definisce e avvolge con una intensità tale da sfaldare i confini della materia abbagliando chiunque guardi in un vigoroso e vivificante abbraccio mistico.
Dott. Giuseppe Favasuli

Il linguaggio astratto di marco Bozzini appare come una visualizzazione cromatica di immagini che si sono impresse nella coscienza, consolidando la propria esistenza nella durata di un ricordo e amplificando la propria carica espressiva nello sguardo dello spettatore. Le accensioni di luce, la materia pittorica a tratti grezza, altre volte più levigata, la sapiente alternanza di zone chiare e zone d’ombra caratterizzano l’ultima produzione dell’artista; la specifica carica poetica che ne deriva risulta particolarmente comunicativa per la capacità di attingere sia al mondo dell’esperienza, sia alla componente emozionale, unificate dal colore.
Dott.sa Francesca Porreca
Curatore e Conservatore artistico presso i Musei civici di Pavia